venerdì 26 aprile 2013
mercoledì 24 aprile 2013
giovedì 18 aprile 2013
Che agonia lenta!
Lo stabile gravemente ferito dal tornado lo scorso 28 novembre è definitivamente crollato proprio mentre, con SOLI 5 MESI DI RITARDO, veniva puntellato. Ora speriamo che non si tiri dietro i palazzi limitrofi, anch’essi in gravi condizioni.
Ma è possibile non riuscire a pensare un piano di risanamento che tenga conto delle esigenze culturali e abitative della nostra città? possibile che non si riescano a coinvolgere le migliori intelligenze della città con una reale programmazione partecipata?
Rimaniamo in attesa di risposte, continuando però a denunciare gli scempi del degrado nella nostra Città Vecchia e a portare avanti la il nostro lavoro di ricerca, studio e promozione sociale del territorio. (Sciaje)
sabato 23 febbraio 2013
Speriamo che non resusciti!
Cancellato il progetto del parcheggio sotto la Rotonda del Lungomare
Cancellato il Parcheggio sotto la Rotonda di Lungomare dal piano triennale delle opere pubbliche. Una buona notizia per Legambiente che ha sempre contrastato il progetto ritenendolo un'idea vecchia, sbagliata e dannosa.Non solo. Si trattava di una scelta in palese contraddizione con quella relativa alla costruzione di due aree di parcheggio di interscambio, poste ai margini della città, in località Cimino e Croce, destinate nelle intenzioni a ridurre i flussi di traffico veicolare privato e a rilanciare quello pubblico. Quanti automobilisti le avrebbero utilizzate sapendo che avrebbero potuto arrivare direttamente in auto in pieno centro dove avrebbero trovato ad attenderli un megaparcheggio alla Rotonda?
Come dimostra l’esperienza di tante città italiane ed europee, la costruzione di nuovi parcheggi nel centro delle città produce un automatico incremento del traffico automobilistico privato. La conseguenza è un maggior inquinamento atmosferico. Non è di questo che Taranto ha bisogno, ma del suo esatto contrario: minor traffico e minor inquinamento.
Senza andare lontano, a Bari, soli 90 km di distanza dalla nostra città si è sperimentato con successo un piano urbano della mobilità con ampi parcheggi ai margini del centro cittadino (non all’interno !) ed un servizio efficiente di mezzi pubblici di superficie, con corsie preferenziali per i bus urbani, navette veloci verso il centro e piste ciclabili con il sistema del bike&ride.
Al Comune di Taranto chiediamo di continuare sulla strada giusta: la strada di una mobilità urbana che privilegi il mezzo pubblico, la ciclabilità e la pedonalità. (Legambiente)
giovedì 14 febbraio 2013
E che patto!
Si spera nella "benevolenza" ministeriale e nella solita città vecchia moribonda che dai tempi della Di Bello è sempre buona per fare impressione ai benpensanti (e dispensanti).
Ecco il “patto per la città” per riqualificare Taranto
La novità, annunciata nei giorni scorsi dal presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo Giangrande, ha ora il crisma dell’ufficialità. Stamattina nella sede di viale Magna Grecia è stato sottoscritto l’atto d’intesa a livello provinciale tra la stessa Confcommercio e l’Ordine degli Architetti, rappresentato dal suo presidente, Pietro Dione.
“La situazione di grave difficoltà che il territorio sta vivendo richiede grande impegno da parte delle organizzazioni professionali e d’impresa, finalizzato a ricercare percorsi di crescita del territorio che consentano la realizzazione di un progetto organico, condiviso per superare il modello imposto” è stato spiegato durante l’incontro con la stampa.
A sottolineare lo spirito dell’iniziativa che fa da apripista a livello nazionale, il presidente Giangrande: “Come abbiamo più volte spiegato, si parte dalla considerazione che non si può pensare all’ampliamento della città, ma si deve partire dalla riqualificazione del Borgo, dove gli abitanti vanno via e le imprese chiudono”. Giangrande stima in almeno 12mila i residenti che hanno abbandonato il centro da qualche anno a questa parte.
“Con questo accordo, e con l’appoggio di Confcommercio nazionale che mette a disposizione il supporto tecnico e logistico (parteciperà anche l’architetto Angelo Patrizio), vogliamo arrivare al progetto di riqualificazione della città, siamo i primi a livello nazionale, vista l’emergenza del territorio”.
E sui tempi: “Stiamo già lavorando e nel giro di poco tempo presenteremo la nostra idea di piano di sviluppo della città”.
Sotto l’aspetto più prettamente tecnico, l’intesa si pone l’obiettivo di favorire la piena operatività nel territorio del ‘Patto per la Città’, utilizzando al meglio le disponibilità del Piano nazionale per le Città 2012/13 e divenendo promotori dei Contratti di Valorizzazione Urbana. Il protocollo prevede: lo “Sviluppo degli scambi culturali e professionali”.
A livello provinciale si intende: “favorire la piena collaborazione tra pubblico e privato nelle azioni di recupero delle aree urbane; promuovere la nascita e lo sviluppo dei Distretti Urbani del Commercio (Reg. Reg. n. 15 del 2011); organizzare iniziative di studio e ricerca per la riqualificazione degli spazi urbani, l’utilizzo delle aree demaniali, lo sviluppo delle attività produttive”. Le azioni a breve termine: “coinvolgimento di Urban Pro (gruppi misti di consulenza e progettazione tra esperti e tecnici); organizzazione di un convegno sui ‘Distretti Urbani del Commercio’; e il confronto con le Amministrazioni comunali per l’avvio dei Distretti Urbani del commercio”. (TS)
Eco?
Non chiamatelo Tartarugaio: il nome giusto è ECOMOSTRO!
Da
alcuni mesi – nonostante un coro di proteste - sta sorgendo, come un
indesiderato e velenoso fungo, una nuova costruzione ai piedi della sky
line della Città Vecchia, destinata a diventare una clinica per curare
le tartarughe. La vicenda è abbastanza nota ed è stata oggetto di diverse critiche - tra le altre quella della nostra Associazione – nonché di una indagine della magistratura seguita alla presentazione di uno specifico esposto.
Nel ribadire la nostra più assoluta contrarietà verso questo intervento sciagurato, e considerato che la Commissione Assetto del Territorio del Comune di Taranto dovrà tornare ad occuparsene nei prossimi giorni, vogliamo porre pubblicamente qualche interrogativo, che ci auguriamo non rimanga senza risposta.
Perché costruire un nuovo edificio in cemento armato in Città Vecchia, quando è universalmente riconosciuta la inderogabile necessità, invece, di restaurare il patrimonio edilizio pubblico abitativo e di interesse storico-artistico dell'Isola?
Perché, per non sprecare (se non ricordiamo male le dichiarazioni dell'ex assessore Lucio Pierri) 700.000 euro di soldi pubblici, se ne devono spendere 2.300.000, sempre pubblici, per un manufatto di cui non si avverte alcun necessità?
Perché si è deciso di modificare il “volto” dell'Isola senza ascoltare i cittadini, gli ordini professionali e tutti i portatori di interesse attraverso una procedura partecipata che dovrebbe guidare, inderogabilmente, scelte così impattanti?
Sono state interpellate le Soprintendenze Archeologica e ai Monumenti? Se ciò è avvenuto ci chiediamo in base a quali criteri abbiano dato il proprio benestare, tenuto conto che il faro di ogni intervento in Città Vecchia dovrebbe essere il Piano Blandino, che assolutamente esclude ogni e qualsivoglia nuova edificazione sull'Isola.
É come se accanto al Colosseo si desse l'autorizzazione ad edificare una casupola, in un ipotetico stile “romano” e si pretendesse di far digerire ai cittadini tale intervento come un utile ed importante orpello per valorizzare l'antico. Assurdo.
Al momento non sappiamo come andrà a finire questo pasticcio urbanistico. Passano i giorni e l'indigesta opera cresciuta in tutta fretta pare abbandonata, forse a causa dell'intervento della magistratura della cui indagine attendiamo l’esito.
Riteniamo però che l'Amministrazione Comunale abbia, a questo punto, il dovere di ripensare l’intervento, di consultare i cittadini, gli ordini professionali, tutti i portatori di interesse, discutere ed esibire pubblicamente l'intera documentazione attinente l'opera: pareri, progetti, consulenze, incarichi, studi sull'impatto e sulle ricadute dell'operazione.
Ci chiediamo, tra l’altro, con quali soldi si potrà far funzionare, nel tempo, questa ipotetica clinica per tartarughe. Vorremmo sbagliarci, ma temiamo che al danno si aggiunga la beffa e che questo scempio si riveli l'ennesimo contenitore vuoto e inutile, un ECOMOSTRO insomma, per dirla con un termine coniato da Legambiente ormai molti anni fa.
E Taranto ha bisogno di bellezza, non dell’ennesimo ecomostro.
giovedì 31 gennaio 2013
I panzer sulla Città Vecchia
Un patrimonio, lo ricordiamo, che non viene da donazioni ma da espropri e deportazioni di massa fatti nel nome del risanamento e solo per metà portati a termine.
Ora, dopo decenni di incuria, i palazzinari si presentano con il cilindro e il bastone a bussare alla porta di Stefano, il più debole e ignavo dei sindaci che la città abbia mai avuto per chiedere i suoi gioielli in cambio di un tozzo di pane: qualche appartamento da cedere a canone agevolato per una ventina d'anni.
Già negli scorsi anni questa manovra era partita con il peggior progetto di rigenerazione urbana che sia stato prodotto da un comune pugliese dopo il varo della legge regionale. Talmente sfacciato nelle sue intenzioni speculative da essere bocciato dalla Regione per ben due volte.
Alla fine, forti del panico da Ilva e dietro l'incalzare dei crolli, i palazzinari hanno ottenuto il piano e ora parte la manovra di aggiramento per chiamare gli investitori allocchi d'Italia per finanziare abbattimenti e ristrutturazioni all'insegna di una qualità edilizia a prova di geometra di provincia.
Sono andati a dipingere gondole sulle rive del Mar Piccolo per vendere come possibile paradiso immobiliare il centro delle contraddizioni della città meno turistica d'Europa.
Forse chi ha detto che al peggio non c'è mai fine era di queste parti...
Taranto e il suo patrimonio al centro prossimo EIRE a Milano. Marinaro: “Progetto che valorizzi isola antica”
Taranto e il suo patrimonio immobiliare al centro di un incontro tra i vertici di ANCE Confindustria locali e Antonio Intiglietta presidente di EIRE, una delle più grandi fiere internazionali del Real Estate che si tiene ogni anno a Milano. In poche parole il grande business del patrimonio immobiliare che ogni anno in primavera viene posto all’attenzione dei grandi investitori e dei grandi Fondi d’investimento del settore.«Stiamo valutando l’ipotesi di presentare un progetto che valorizzi il sistema Taranto partendo dai programmi di rigenerazione urbana che dovranno riguardare al più presto l’isola antica – dice Antonio Marinaro, presidente di ANCE Taranto – ma siamo più che mai convinti che la vetrina che il territorio, compresa la sua provincia, potrà conquistare in ambito internazionale sia anche un ottima occasione per non svendere o peggio ancora lasciare in abbandono vaste aree di pregio consentendo così agli operatori, ad esempio, di agire con il pubblico per valorizzare al meglio il patrimonio».Così ANCE candida autorevolmente Taranto ad EIRE 2013, forte dell’impegno regionale per una presenza qualificata delle potenzialità del sistema Puglia nel campo della trasformazione urbana e valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici.
Ambizioso progetto condiviso anche da Antonio Intiglietta che non esclude nel book elettronico del “The Best of Italy” (stilato ogni anno dall’organizzazione dell’EIRE e sottoposto all’attenzione degli investitori internazionali- ndr) una presenza più che qualificata della progettualità made in Taranto.
Un appeal che sembra essere confermato anche dall’alto valore di patrimonio demaniale e pubblico immediatamente disponibile alla riqualificazione.
Taranto, seconda solo a Roma in termini di beni demaniali, potrebbe essere dunque uno dei laboratori più interessanti dell’EIRE di quest’anno e attrarre così opportunità capaci di ridisegnare il futuro della provincia ionica. Città come Bologna, Torino e vaste aree di territorio della Toscana hanno già segnato importanti best practice in questo settore. Ma anche al Sud esistono esempi virtuosi come quello dell’isola di Ortigia a Siracusa totalmente recuperata grazie ad una serie di interventi di tutela e recupero del centro storico.
«Ma noi saremo in grado di attrarre investimenti – ha detto Intiglietta – solo se saremo capaci di presentare progetti maturi, con capacità gestionale certa e interlocutori certi».Insomma, le valorizzazioni riuscite e i modelli vincenti chiamano a responsabilità non solo chi progetta e investe, ma anche e soprattutto le istituzioni e gli enti locali chiamati a sostenere le leve del cambiamento.
Alla riunione, a tal proposito, erano presenti l’assessore al patrimonio del Comune di Taranto, Barbara Scozzi, il sindaco di Palagianello, Labalestra e gli assessori al turismo e ai lavori pubblici del Comune di Castellaneta, Angelillo e Rubino.
Nel corso dell’incontro è stata ufficialmente chiesta ai rappresentanti degli enti locali presenti la possibilità di un confronto più serrato con le amministrazioni comunali al fine di poter coordinare un gruppo di lavoro che lavori sulla individuazione dei progetti da presentare ad EIRE 2013 nell’ambito dell’iniziativa promossa dalla Regione Puglia alla quale ANCE Taranto ha aderito. (Quotidiano Italiano)
martedì 2 ottobre 2012
martedì 7 febbraio 2012
martedì 24 gennaio 2012
Ancora dubbi sulla rigenerazione e una proposta d'incontro
Tornano in mente alcune avvisaglie importanti: l’insostenibile leggerezza con la quale sono stati letteralmente dissipati occasioni e fondi messi a disposizione dall’Unione Europea con i progetti Urban II e l'assurda, recente operazione di divisione, mediante “panettoni” di cemento e cancello di ferro, di piazza San Francesco in Città Vecchia, a cui gli abitanti hanno reagito con civile e fermo dissenso, avanzando proposte che restano, al momento, inascoltate e sepolte, come le “chianche” del basolato storico di via Duomo riseppellite da strati di bitume.
Per quanto riguarda la conosciuta realtà in cui vive, il Comitato di Quartiere Città Vecchia chiede a chi di competenza di rendere pubblica informazione circa lo stato di avanzamento del Piano urbanistico di Rigenerazione e invita cittadini, realtà di base e tutti coloro che hanno a cuore l’isola ed i suoi abitanti - con il loro bagaglio “diffuso” di cultura popolare e memoria storica - a partecipare ad una nuova assemblea pubblica, che si terrà giovedi 26 Genn., alle ore 19.00, in via Paisiello, presso i locali del Comitato di Quartiere Città Vecchia, per decidere delle prossime iniziative da adottare in merito.
“TARANTO VECCHIA E’ TARANTO!”
venerdì 20 gennaio 2012
L'archeologia del contemporaneo, ovvero l'idiozia!
I geni economici dell'amministrazione tarantina hanno inventato il sistema keynesiano in versione tubetti con le cozze: la città è in crisi? diamo una boccata d'ossigeno all'economica spendendo soldi pubblici per costruire e distruggere le stesse cose a distanza di pochi giorni!!! Complimenti!!!
CITTA’ VECCHIA – Nistri si difende, le chianche torneranno, l’asfalto sarà rimosso
E’ una logica molto difficile da comprendere, ma si chiama burocrazia e purtroppo anche mancanza di pianificazione e dialogo fra enti e istituzioni. L’ass. alla Città Vecchia Nistri ha spiegato in un’intervista uscita oggi sul Corriere del Mezzogiorno la farraginosa vicenda delle chianche “seppellite” sotto al bitume in via Duomo e piazza Castello. Proviamo a spiegarvela: il manto stradale che ha coperto la vecchia Strada Maggiore fino a via Paisiello era un’operazione dovuta, in quanto prevista nell’appalto dei lavori condotti dall’Acquedotto Pugliese un anno fa. Perché dunque asfaltare solo ora e in prossimità dell’intervento di recupero delle chianche previsto dal Comune? perché l’anno scorso la gittata di bitume era stata bloccata dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Taranto, la quale ha concesso l’autorizzazione solo ora. Quindi via il fresco asfalto che ha decretato la fine dei lavori dell’Acquedotto e avanti con quelli del Comune che ora dovrà togliere non uno ma due strati di strada, quello appena messo e quello presente in precedenza, per la ricerca e il riposizionamento delle chianche. Ci sarebbe da restare senza parole, ma non possiamo non chiederci - stando alla versione fornita da Nistri – come mai la Soprintendenza abbia negato la colata di asfalto quando poteva concederla e concessa quando non doveva? senza considerare che, in entrambi i momenti che scandiscono questa vicenda paradossale, le chianche su cui cammina la nostra storia sembrano l’ultima preoccupazione piuttosto che la prima. Fatto sta che l’assessore alla Città Vecchia (meglio Borgo antico) ha garantito che a breve partiranno i lavori di recupero dell’antico basolato sia su via Duomo, fino alla sede universitaria del convento di San Francesco, che su p.zza Castello, davanti al 74Cento. L'appalto è già stato affidato per uno stanziamento di 50.000 euro. Per piazza Municipio niente da fare, almeno per ora, si spera. Proviamo però a spingerci nella nostra azione propositiva con un suggerimento all’ass. Nistri. Considerato che, come già scritto nel post di due giorni fa (lo trovi QUI), ci risulta che nel tratto iniziale di via Duomo si troveranno poche chianche in quanto asportate diversi anni fa, si faccia una verifica negli “scantinati” del Comune per vedere se qualcosa di quanto tolto per mano dell’Ente è ancora presente e recuperabile e, in alternativa (o in aggiunta) si faccia come si fa in tante grandi città storiche: si prelevino le basole dai tratti di strada non pedonali come la discesa Vasto, strada in cui sono presenti in quantità e visibili a occhio nudo sotto all’asfalto adagiatosi sopra, e si usino per pavimentare il cuore dell’Isola. Questo detto, vogliamo qui ringraziare il Corriere del Mezzogiorno per aver raccolto la nostra denuncia, il dott. Romano per la sua preziosa segnalazione e competenza e, soprattutto, i tanti tarantini che con la loro passione e la pressione messa in atto con mail e segnalazioni agli assessorati competenti, hanno contribuito in modo decisivo a venire a capo di questa storia, per quanto assurda, ed a sollecitare i lavori previsti per quello scrigno di storia e cultura che è la nostra Isola antica. (Vivitaranto)
mercoledì 18 gennaio 2012
Asfalto storico
CITTA’ VECCHIA – Addio chianche, colata di asfalto in via Duomo e piazza Castello
| L'asfalto su via Duomo. |
ViviTaranto, rete per lo sviluppo turistico-culturale di Taranto
martedì 10 gennaio 2012
sabato 7 gennaio 2012
Ancora parcheggi?
giovedì 5 gennaio 2012
La deportazione delle cozze
martedì 3 gennaio 2012
Parliamo di Città Vecchia
Dopo i primi due focus, incentrati sulle idee di gestione per il parco naturalistico e culturale del fiume Galeso e sulla molluschicoltura tarantina, il prossimo 5 gennaio si parlerà di Taranto Vecchia e il Mare. Storica culla della civiltà della pesca tarantina, la città vecchia di Taranto versa ancora oggi in grave stato di abbandono, nonostante la moltitudine di piani di risanamento e progetti di riqualificazione presentati negli scorsi anni. L’incontro di giovedì vuole quindi costruire un laboratorio d’idee tra cittadini, associazioni ed esperti di Beni Culturali, per contribuire alla pianificazione della possibile rinascita del centro storico, affinché torni ad essere nucleo fondamentale della vita cittadina e volano di sviluppo turistico e culturale.
Appuntamento alle 18 e 30 presso l’Esposizione “Il Tempo del Mare”, allestita all’interno della Torre dell’Orologio in Piazza Fontana dal Centro Ittico Tarantino s.p.a. in collaborazione con IAMC-CNR Istituto Talassografico “Attilio Cerruti”, “C.S.D.R. Le Sciaje” e Comune di Taranto.
Per informazioni, Web: www.lesciaje.it e-mail: lesciaje@gmail.com Tel: 3889538912
venerdì 23 dicembre 2011
Più sublime che meraviglia!
Non solo cronaca nera per la città di Taranto. Le belle notizie arrivano dalla Città vecchia entrata a far parte delle mille «Meraviglie italiane» grazie ad un progetto del Comune sul borgo antico, presentato ad un concorso indetto dal Forum nazionale dei giovani, organizzazione che rientra nell’orbita del ministero delle Politiche giovanili. Il concorso nato per festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, aveva come obbiettivo quello di individuare 1000 meraviglie italiane che potessero dar vita ad un itinerario tutto da visitare, ricco di bellezze storiche e paesaggistiche. Nei mesi scorsi, il Forum nazionale dei giovani, ha raccolto segnalazioni, foto e video giunte da istituzioni, enti, organizzazioni ma anche candidature suggerite da singoli cittadini che hanno voluto promuovere un paesaggio o un bene architettonico a loro caro.
Una giuria costituita da giovani con un’età compresa tra i 18 ed i 35 anni, ha poi, in base alla presa visione del materiale giunto, conferito i bollini di “Meraviglia italiana”. Grazie al progetto «Suggestioni dell’Isola», il Comune di Taranto è riuscita a far parte di questo progetto di promozione nazionale e, fotografie del cuore del borgo tarantino, sono ora presenti sul sito meravigliaitaliana.it.
Oltre ad internet, il Forum nazionale dei giovani, ha garantito una promozione del territorio attraverso la realizzazione di un catalogo, con le foto più belle delle meraviglie premiate, da far “girare” in tutta Italia nei circuiti della promozione turistica. Il marketing territoriale che questo intervento propone, potrebbe essere un altro passo in avanti sulla strada della riqualificazione e la piena fruibilità del centro storico di Taranto per tutti coloro che lo vivono quotidianamente, come i suoi abitanti ma come anche i tanti studenti dell’Università di Taranto. Ribadiamo ancora una volta la necessita che l’Università tarantina venga pienamente coinvolta nel rilancio urbano e sociale della città vecchia, non solo per dare lustro e “movimentare” il quartiere, ma per “normalizzare” una zona che potrebbe offrire tanto anche a livello turistico-commerciale. (Controcampus)












